nel sogno i protagonisti maschile e femminile erano a me noti però non si incrociavano mai pur avendo stabilito anche ora e giorno e città e continente (ciò non implica incontri a mezz'aria sull'empire state building perché troppo vergognosamente cinematografici).
i volti noti d'eccezione erano: il mio cane asia; la città di new york.
ed io ero felicissima di essere nuovamente a new york che questa volta era persino migliore poiché fatta come un parco dei divertimenti (c'era anche un combattimento virtuale tra uno "dello wrestling" e darth vader con le spade e tutto) e totalmente priva di veicoli il che era utile per gli appostamenti della protagonista un po' detective la quale osservava il protagonista da una distanza sicura ma suscitante sospiri irrisolvibili.
prima l'aveva fatto anche in una località più esotica quale l'apulia sebbene lì fosse stata ostacolata dall'autoritaria g.orsatti giunta a sciogliere i misteri della trigonometria, lei senza i baffetti di zorro sotto il naso tipici della collega. g.orsatti non era cambiata ed era sempre manesca e forse-sessantenne, e ora pontificava in una stanza grande e piena di finestre. da ciò che si scorgeva attraverso i vetri, l'altra fazione se ne restava in giardino bel bella di quella bellezza bellissima incredibilmente incomprensibile e davvero si aveva l'impulso di ringraziare ogni santo del calendario e anche dio per tutta questa razionalità e meraviglia dell'universo convergente in un unico punto sdraiato ad apprendere sotto il sole e sopra ad un panno da mare con i ricami di pocahontas. poi io mi perdevo nel giardino di un ricco signore e dunque non potevo venire a sapere degli sviluppi della storia, che era idilliaca e quasi bella.
a new york, il mio cane asia era un grande detective affermato e salvava tutti anche se poi finivamo in ulteriori pasticci e questa volta non potevamo essere salvati perché insomma sempre un cane restava e inoltre soffriva di "utero frastagliato" (sic). la protagonista si depilava nella camera di albergo (numero 40, da non confondere con la numero 39, occupata da s.bern**** e dai suoi nonni) nel caso l'incontro avvenisse per davvero senza atteggiamenti da amélie dei poveri a frapporsi o nel caso fosse conveniente usare le gonne. alla fine i gangster ci catturavano di nuovo e mentre il gangster buono stava concedendo gli ultimi tre desideri alla protagonista ecco che lei si trasformava in drew barrymore che aveva i capelli rossi ma in realtà era una parrucca e per la paura drew barrymore rimaneva pelata ed era orribile ma poi moriva sparata.