venerdì 16 dicembre 2011

domenica, 13 luglio 2008

L'ebreo di Montreal

non esagero dicendo che per me La Versione di Barney di Mordecai Richler raggiunge vette di sublimità stupefacenti. con una miscela sapientissima di comicità (potevo approfittarne per scrivere "ça va sans dire", ecco, l'ho fatto), giallo (un omicidio irrisolto o forse risolvibile), versioni arrabbiate di Herzog (Richler non riesce a nascondere una stima sconfinata nei confronti di Saul Bellow, che dico, TRASUDA Saul Bellow, il che me lo rende ancora più simpatico).
un libro su un ebreo che si autoproclama la versione infida del giudeo marloweano/shakespeareano ma che rivela una vastità sconsiderata di amore scritto bene.
l'amore scritto bene è, assieme alle battute sugli psichiatri scritte bene, il fattore che maggiormente determina la durevolezza di un libro. la presenza di entrambi rende La Versione di Barney un libro, secolo più secolo meno, immortale.