Uno zingaro
questa notte ho sognato che io e mio papà eravamo in un luna park in un paese che non ricordo come cominciasse ma finiva per Staggia, in Sicilia.
io volevo entrare nella casa degli orrori. c'erano due case degli orrori, una più spaventosa e una meno spaventosa, colorata in tinte pastello, a cui ci si riferiva come "quella di Indiana Jones". io volevo entrare in quella meno spaventosa.
il signore all'ingresso di quella di Indiana Jones era lo zingaro da luna park più gentile ed accomodante mai incontrato. egli diceva: "se non riuscite a trovare l'uscita premete i bottoni rossi sulla parete. vi vengo a prendere!". per darci un esempio, preso dalla foga, azionava un bottone che sbarrava con un cancello la sua giostra. aggiungeva: "scusatemi".
all'interno, la casa degli orrori era ancora meno spaventosa di quanto sembrasse dall'esterno. c'era un po' di buio, affrontabile, e un corridoio era disseminato di una serie di punching ball di misure diverse, in continuo movimento.
si potevano facilmente evitare proseguendo carponi. questa casa degli orrori non era progettata per terrorizzare, era progettata per spaccarti il naso.
in fondo al corridoio si trovava un gioco noioso che consisteva nel lanciare palline di gommapiuma casualmente in una stanza larga e ben illuminata, che si affacciava su una terrazza.
sulla terrazza non c'era traccia di una prosecuzione dell'orrore, ma c'era una bella vista.
si poteva vedere il mare e una parte di costa, un po' brulla e livida ma schiarita dal sorgere del sole. disseminati nel mezzo dello slum siculo c'erano degli edifici imponenti con cupole dorate di forma ingestibile. ero sicura di essere in Birmania.