Tanti Bei Pianisequenza
children of men, oltre ad avere un titolo che farebbe sudar freddo il più permissivo dei bagnasco, è un film in cui julianne moore muore subito, il che è indubbiamente un bene.
è, anche, un film che ho consapevolmente ignorato per un numero indefinito di mesi, cosa di cui mi pento soltanto a visione avvenuta - è molto bello, e racconta, in effetti, una storia che farebbe tremare il seguito di ratzinger: gente che copula senza procreare! in una londra devastata! tutta colpa dei dannati anglicani!
non è nulla che non si sia già visto o letto, ma è molto saggio nella sua forma di prodotto assolutamente vendibile eppure non cretino. o spocchiosamente intellettualoide (non irritano né la fotografia che fa il verso a blade runner né la camera a mano con schizzo di sangue per cinque minuti).
l'intelligenza di children of men è proprio questo suo essere un compendio di visioni apocalittiche avute da altri, arricchito però - in maniera tutt'altro che banale - con situazioni che rimandano al presente, come ad esempio i sacchi neri in testa à la guantanamo, la paranoia e intolleranza dell'inglese medio per cui ogni inezia è un casus belli (cosa che, ahimè, è realmente tangibilissima v. paragrafo Chiunque All'Aeroporto), il mai sopito desiderio di rivalsa dell'inghilterra nei confronti dell'america, il fatto che clive owen invecchiando non sembri più un pescivendolo.
la colonna sonora è un abilissimo mosaico di brani appartenenti ad un passato-presente (i kills che vengono presentati quasi come gruppo storico degli anni '00) e ad un passato-passato (lennon, donovan, deep purple), quello di michael caine che interpreta un ex-sessantottino hippie cannaiolo, ma per quanto mi riguarda michael caine potrebbe interpretare anche un italiano mafia pizza mandolino schivando tuttavia la classificazione in "macchietta".
detto questo, il film non è del tutto privo di luoghi comuni e induce a porsi domande quali:
- perché clive owen si trova in mano gli oggetti che gli servono al momento giusto?
- perché le donne nei film non pensano mai ad espellere la placenta?
- perché il Negro Cattivo (opposto al Negro Buono, che è Buono dall'inizio) si deve redimere sempre con una frase ad effetto prima di morire? è il nostro modo di farci perdonare quattro secoli di schiavitù?
la tensione, ben dosata per quasi tutta la durata del film, finisce per affievolirsi in coda, con un tacito proclama relativo alla sostanziale bontà dell'uomo che torna a fare capolino nel momento in cui sorge una nuova speranza - e una specie di natività politicamente corretta, con giuseppe che anche in questa storia non batte chiodo.
ma a parte questa conclusione che sembra quasi slegata dalla precedente ora e dieci, orwell se ne compiacerebbe.
* Chiunque, all'aeroporto, è cazziato dall'inglese medio.