Handy Card
prima cosa: per la seconda sera in una settimana, un ragno mi ha camminato sulla gamba. non so se sia un modo ragnesco di celebrare l'oktoberfest, ma non ho ancora cominciato a secernere birra, e comunque non siamo in ottobre.
seconda cosa: HARD CANDY - un film per tutta la famiglia!
HARD CANDY - una visione con il senno di poi
quando si tratta di adolescenti autoironici ed anticonformisti, ellen page 1 (hard candy) straccia ellen page 2 (juno). il paragone non è così macchinoso poiché in fin dei conti si tratta di due adolescenti che reagiscono in maniera diversa di fronte allo stesso oggetto. ma non siamo volgari.
hayley batte juno perché il sarcasmo postmoderno che rende quest'ultima una carogna supponente è qui continuamente messo in discussione grazie a una sceneggiatura molto meno ingenua (N.B.: diablo cody mi è simpatica, se non altro per quella foto post-notte degli oscar; juno mi è piaciuto più di quanto sembri e daniel day lewis ha vinto l'oscar come miglior attore protagonista).
tutto sta in ciò che i personaggi non dicono. juno dice apertamente che le fanno schifo i sonic youth, ma fa anche un quadro adolescenzialmente completo di tutto ciò che ama (più o meno come ho fatto io nella parentesi sopra), hayley si fa stereotipo teenager che si interessa di cose e legge di jean seberg e ascolta la musica con l'ipod, ma con un solo by the way, I FUCKING HATE GOLDFRAPP scardina qualsiasi certezza prendendosi gioco dei nostri preconcetti (e di quelli del presunto e malcapitato pedofilo) sui giovani saccentini.
juno è un'adolescente che si comporta da femminona, hayley è una femminona che si comporta da adolescente.
una regia attenta si aggira per gli spazi apparentemente ospitali di una casa troppo moderna per non essere claustrofobica, un po' come in sleuth senza michael caine astioso. nulla è ciò che sembra e la camera indugia sulle pareti/sui neri/sui rossi quasi a ritardare la verità.
un po' retorico ma nonostante tutto efficace (grazie ad ellen page, che quando non segue il suo canovaccio di "fuori dagli schemi" è davvero brava) è il dialogo finale. cappuccetto rosso del XXI secolo, con il lupo che ha assunto l'aspetto socialmente accettabile dei pedo-yuppie. d'altra parte le fiabe non sono mai rassicuranti.
discreto patrick wilson nel ruolo del "senza palle", dispiace non muoia l'asiatica di "grey's anatomy" (che scopro ora essere stata la moglie di alexander payne, un motivo in più per sperare che soffra nei film).
quando usavo internet per le prime volte, tutto il mondo era un pedofilo, anche le persone che si incontravano a scuola erano potenziali pedofili su internet, mica come adesso che ci si ignora su facebook mettendo nome e cognome. l'anonimato fa il pedofilo lieto. forse le cose non sono cambiate, semplicemente prima i pedofili erano lupi e adesso sono yuppie. come dicevo, internet era un luogo inospitale, ma io non ascoltavo goldfrapp.