venerdì 16 dicembre 2011

mercoledì, 10 gennaio 2007

già numerose parole sono state spese sul capo d'anno e sarebbe snervante riproporre per l'ennesima volta le stesse formule che sono state affisse in altri angoli della rete, anche perché non ne serbo memoria alcuna se non:

"beach boys" (cit.)

alle sette di mattino del primo gennaio mentre io e alessia fissavamo il nulla ascoltando god only knows.

che è esauriente di per sé ma ho il timore di irretire l'incategorizzabile aggiungendo altro, motivo per cui rimando a due esaurienti resoconti.

ad ogni modo queste due settimane di dormire in fieri si sono concluse degnamente con la schiena ripartita fra due letti in un bed and breakfast di firenze chiamato dante alighieri su cui approfondirò privatamente (non su dante alighieri). al mio fianco destro e al mio fianco sinistro le fide compagne "ornella" e "cinzia" e sul comodino destro e sul comodino sinistro riposavano invece berlucchi 1 e berlucchi 2, esanimi. ma non ho intenzione di parlare di una presunta vita rock and roll che, posta in questo modo, presenta anche venature saffiche che preferirei dissipare anche data la risma del bed and breakfast di cui eravamo ospiti. ho intenzione invece di parlare di firenze che è sempre più maestosa qualunque tempo faccia; non la ricordavo così sfacciatamente maestosa - piena di luminarie sì, e siamo tutti stanchi degli accostamenti donna-città, dunque firenze non sembra una dama altezzosa vestita a festa ma piuttosto un'upupa la quale in testa ha un ciuffo erigibile, fulvo, sottile, leggermente ricurvo (cit.)
uno dei punti forti della sera è stato probabilmente: vecchietto assolutamente sconosciuto che si mette a ballare con chiunque e indossa copricapi bizzarri, poi mi tiene la faccia tra le mani. non mi sentivo così lusingata da quando tempo fa una tizia che va ai motorshow disse che un amico il cui volto non ho mai visto desiderava il mio numero di telefono al che io, che ovviamente avevo lo sguardo eufemisticamente distratto da "bel naso", risposi soprappensiero che "non faccio queste cose". a ripensarci ora, avrei risposto così anche non essendo soprappensiero.
ad ogni modo i martinicca boison, di cui sembra si parli sempre più in queste sedi, sono dal vivo un gruppo divertentissimo, ma oltre a questo sono anche - salvo qualche lirica incespicante - dei matti ben preparati, motivati, e con moltissima energia. essi sanno quello che fanno, in particolare il violinista dal nome "endless", che io amo appassionatamente per la sua professionalità e serietà. grazie anche a una prima fila di agguerriti ma soprattutto grazie a riproposizioni non banali e fuori luogo di the lion sleeps tonight e in cerca di te, due ore di concerto non annoiano nemmeno un attimo. indubbiamente uno dei concerti più divertenti dell'anno, anche perché l'anno era cominciato da sei giorni.
comunque bravi. il bassista ambito da tutte le donnine, e manifestamente dato che gli applausi si alternavano a grida di "paolino!", ha una voce esilarante su cui si dovrebbe aprire un capitolo a parte. io attendo un suo solo show-cabaret.
ornella dalla sua è folle perché non ho mai visto pogare qualcuno su una canzone folk d'amore.
scherzo.