venerdì 16 dicembre 2011

sabato, 09 agosto 2008

Cani neri

I PUNTINI PIROTECNICI DI GOTHAM CITY
tre visioni tre, ed entusiasmarsi al logo DC Comics* come la prima volta, che dico, come se il pipistrello e il suo fuoco blu fossero in città.
* so che i più pratici si limitano a dire DC per non ripetersi, ma siccome in italia non è auspicabile farsi prendere dall'emozione di fronte al logo DC tanto vale mettere le cose in chiaro fin da subito.

quello sopra è soltanto uno dei miei inizi sottotono da sfruttare nell'eventualità di un secondo seguito, ne ho molti altri tra i quali uno che si basa sull'impulso di esclamare CAZZO! all'apparire dei puntini silenziosi e pirotecnici del logo DC (Comics); un altro esordio politico è "dopo il successo de "il caimano": IL CAVALIERE OSCURO"; un altro ancora riguarda la posta del cuore e dice "Christopher, 38 anni, di Londra. è innamorato di Christian Bale - come biasimarlo?". ma torniamo a noi



IL CAVALIERE OLD SCHOOL
un inizio meno banale poteva essere in effetti quel grattacielo nerissimo che esplode compostamente e verso cui si avanza inesorabilmente, peccato che fosse già preso. Christopher, 38 anni, le ha già pensate tutte! e porta con sé una rinnovata maestria nel ricercare angolazioni ardite a molti metri da terra ma sempre in nome di un'estetica impeccabile, nel gestire due città - una delle quali peraltro inventata, e per questo molto più divertente - nella maniera in cui vengono sponsorizzate le palestre: senza sforzo apparente, ma con grandi risultati! la differenza tra una palestra e Christopher Nolan è che finalmente quei macchinari bizzarri servono a qualcosa.
invoco una monografia sulla prima scena di the dark knight, anzi, meglio ancora, sulla composizione di tutte le scene di the dark knight, con le sue file di bus gialli e le successioni di luci al neon in spazi vastissimi e i carcerati stretti insieme.
per non parlare dei movimenti di macchina: sempre morbidi, calibrati, non eccessivi (come tutto il resto, primo il montaggio molto asciutto), quasi sempre eleganti ma mai fini a se stessi - e stiamo parlando di una specie di dandy alla regia! -, ecco mi viene in mente una scena di dialogo Bale/Caine in cui campo e controcampo vengono innestati in un movimento sinuoso assolutamente non necessario ma estremamente bello. campo e controcampo ritornano classici in una scena intimamente (e la seguente è la dimostrazione che non si va al cinema per divertirsi con la batmoto ma per intimidire gli amici con un'aggettivazione spaventosamente impopolare) (scherzo ovviamente, la batmoto dice: "AGGETTIVAMI QUESTO"), dicevo, una scena intimamente dreyeriana (HA-HAH!).
nolan ha studiato il cinema rielaborandolo poi in una forma personale giocosamente decadente: a certi modelli - foss'anche solo per una questione di sopravvivenza della propria creatività - non pensa più.
ma una tale scena, alla luce accecante della sala interrogatori, grida al cinefilo attento pipponi sul contrasto del volto devastato di Ledger con la non-espressione imperturbabile della maschera-Bale. io per lo meno l'ho pensato, e per un po' ci ho anche creduto. certo se avessi invece detto "del volto devastato di Joker con la non-espressione imperturbabile di Batman" avrebbero già riso tutti. Nolan, che unisce bellezza e intrattenimento e sostanza a supereroi con i controcazzi, si trova ben oltre queste chiacchiere umane.
vero è che nell'opposizione di volti-superficie tanto contrastanti giace la contraddizione: se uno vuole essere tutto ragione ma non può fare a meno dell'istinto, l'altro (il cane che insegue le macchine, andate a vedervi il film) dice di essere tutto istinto ma non riesce a fare a meno della ragione - un conflitto riuscito del genere è destinato a sfociare nel personaggio di Dent sapientemente deturpato nel quarto finale (anche se si sarebbe voluto vedere di più delle sue ridenti scorribande), che affida quest'oscillazione che affida quest'oscillazione alla moneta, non più padrone della propria capacità di distinguere il bene dal male (a proposito, ho anche visto Wanted ieri sera, cos'è il telaio del destino? esiste davvero? perché nessuno dall'inizio alla fine mette in dubbio la sua autorevolezza?).



MY TWO CENTS ON HARVEY DENT
anzi, visto che siamo in argomento, LA SCELTA DELLE FACCE: ledger va da sé, ma in questo caso (si badi: non lo sto sminuendo, in questo momento lo riporterei in vita a forza di abbracci grondanti stima) è più un lavoro di trucco, risucchi con la bocca, e una recitazione immensa che fa dire di botto "OSCAR POSTUMO OK". Bale, oltre a generare pupi belli ha una consistenza che era già ben nota ma qui il difficile sta nel defilarsi in secondo piano come Wayne (non come Bale, cretini) ricco e intenzionalmente insignificante di fronte a tanti talenti, e comunque, senza ulteriori giri di parole, splende come il sole. e potrei terminare qui.
ma ecco alcuni esempi:
- Aaron Eckhart e la sua faccia da piacione arrogantello americano non solo scavano la fossa al povero Tommy Lee Jones tamarro di Schumacher, ma gli vanno anche a portare i fiori il primo novembre
- Eric Roberts è un capo mafioso splendido e dovrebbe fare questo tutta la vita
- l'ex prigioniero di Arkham un po' unticcio dà l'idea che potesse essere l'unico uomo sulla terra così adatto per la parte
- la fighetta che vuol fare a tutti i costi esplodere la nave dei manigoldi sembra proprio una fighetta intenzionata a fare esplodere le navi.
e ora, un'interruzione





IL GALLESE VOLANTE
una nota che apparentemente ha poco a che vedere con il nostro eroe mascherato preferito: se sei la ragazzina che si è alzata nel mezzo della sequenza dell'inseguimento con la batmoto, peraltro passandomi davanti, e sei capitata qui cercando boh, "heath ledger bicipiti", TI ODIO. e non è un ti odio per rendere coloritamente il concetto di "mi stai antipatica", NO, TI ODIO E TERRORIZZERÒ GOTHAM FINCHÉ NON SARAI MORTA.
il lettore più attento avrà notato che non ho ancora parlato né dell'inseguimento con la batmoto né dei punti deboli del film, che - COLPO DI SCENA - ci sono effettivamente. ma tempo al tempo.
innanzitutto, i cedimenti sul finale vengono qui mitigati da una risoluzione che viene data ad inizio film a un cattivo così miserino come, ahimè, il Cillian Murphy di batman begins; risoluzione sbrigativa, ma almeno una risoluzione, che si occupa in un sol colpo di faccende quali: 1) spaventapasseri 2) imitatori batman 3) future battute sui cani felicemente consegnate a Caine nel tentativo di schivare la retorica.
a pensarci attentamente è difficile fare un film di supereroi senza retorica (ad eccezione di iron man, anche se il Tony Stark della fine è praticamente un hippie al confronto con inizio film), e se il sottotesto di the dark knight è piuttosto retorico (l'eroe nel suo lato luminoso che consegna alla giustizia anziché fare giustizia; spiraglio di luce nella cattura di Joker, ricaduta nelle tenebre finale), è soprendente l'assenza di retorica e di già-detto in gran parte degli aspetti del film (dico "gran parte" per non apparire faziosa, ma in verità non me ne vengono in mente, forse la musica, ma via non siamo ridicoli), dal montaggio ai dialoghi: Rachel (SPOILER) viene ridotta in cenere prima di dire le sue cose (bene); le battute degli agenti SWAT sono lievissime e non distolgono dal peso dell'inseguimento (esso ha infatti un peso notevole) (BATMOTO), lo stesso vale per i piccoli siparietti comici dei pupi che giocano a pistole ed esplode tutto e del tale a cui viene portato via lo specchietto mentre si pulisce gli spazi tra i denti; la storia di Joker non viene inserita a casaccio come ammiccamento fastidioso a traumi passati e mal sopiti ma è continuamente reinventata ad hoc, il che è fedele al fumetto, contribuisce alla tensione ed è cosa molto poco plausibile per un vero cane che insegue le macchine e/o un bandito che butta via rubini - l'alternativa è che sia più matto di ciò che sembra, ad ogni modo la sceneggiatura non lascia sbavature di conclusioni facilmente deducibili; persino la scritta corretta SLAUGHTER IS THE BEST MEDICINE ha tutta un'ironia che perderebbe un sacco di gusto con, ad esempio, quello splatterone di Burton.
e non c'è neppure bisogno di molto sangue!
tutto il terrore, quello vero, è dato dalla violenza psicologica insinuante come la nota che stride alla comparsa di Joker (capito? io tento di scrivere una cosa seria e poi ci inserisco "Joker" e crolla tutto, Nolan di questo non si cura e riesce a parlare di cose serissime con i supereroi) - a me nemmeno dicevano molto le musiche, a parte questa, ma come si può intuire alla fine la faziosità e quel tema roboante hanno prevalso, insieme alla scelta consapevole ed estremamente raffinata (anche: pericolosa) di eliminare totalmente la musica da sequenze chiave come quella dell'inseguimento (BATMOTO) in cui proiettili bazooka e motori sono l'unica cosa che è importante sentire (BATMOTO CHE INTRECCIA CAVI PER LA CITTA' E POI RIBALTA CAMION E POI RIBALTA SE STESSA FACENDO "WHOOP" E CADENDO IN PIEDI, COME I GATTI).
violenza psicologica, si diceva.
nella migliore tradizione inglese, di sangue ne scorre pochissimo (non è lo stesso per calci e pugni, ma su questo aspetto si tornerà dopo), il che è piuttosto anomalo per un film che ha 4 morti al minuto. ciò che inquieta è il "prima" - la morte in sé è quasi sempre fuori scena a meno che non voglia essere mostrata (la cosa più bella di tre pubblici diversi è scoprire che gradazioni di AAAAH emettono quando il batman morto viene lanciato contro la vetrata). Nolan ne è maestro (d'altra parte, aveva sperimentato anche la morte in scena con the prestige), e Ledger lo asseconda dominando gli spazi nel personaggio, assolutamente dimentico di se stesso.
menzione speciale per Gary Oldman, che ruba la scena a tutti gli altri da uomo mite.
nessuna menzione per Maggie Gyllenhaal, poverina.
si potrebbe parlare di come sia meno riuscita la violenza fisica dei calci e dei pugni nello scontro finale sul grattacielo (si potrebbe anche parlare del sonar, se è per questo) e probabilmente anche della comparsa di Morgan Freeman alla parola "fiducia" nel discorsino finale, dal momento che Morgan Freeman : fiducia = Tonino Guerra : ottimismo, che motivo c'è di minare il mio pressoché inattaccabile elogio a un film senza retorica? e Freeman compare proprio alla parola "fiducia" come se alla parola "totano" comparisse un totano. Morgan Freeman e la fiducia. tanto spazio alla fantasia eh.
ma queste sono chiacchiere da umani e non scalfiscono l'intrattenimento e la bellezza e la sostanzHAAAA HAAA HAH HAH HA HA HA HA.