GLI ASCOLTI MONOTONI
l'inverno di qualche anno fa avevo l'abitudine di ascoltare weather systems tornando a casa con il buio perché avevo scoperto che, nella sua ariosità e solitudine non lamentata, mi accompagnava fino alla porta e riempiva l'aria di suggestioni vibranti tipo: "questo somiglia proprio al crepuscolo dell'Illinois!"
ieri mattina ho fatto la stessa cosa per evitare di cominciare il post così, e sorpresa: weather systems funziona sempre, e anche quando all'esterno ci sono 45°C pare di trovarsi immersi nel crepuscolo dell'Illinois, il che può risultare un po' fuorviante ma è anche un efficace sistema di autoclimatizzazione.
Andrew Bird il 18 maggio al musicdrome di Milano ha sentito nostalgia del suo unico vero album "da solo" e, trovandosi solo sul palco, ha prestato violino preponderante, virtuosismi impeccabili e fraseggi infiniti all'acustica pessima del locale.
un concerto così intimista e romantico (nel senso accademicamente approvato del termine e non in quello che più ragionevolmente si attribuirebbe a me che parlo di Andrew Bird) stupisce e prende alla sprovvista un pubblico amorevole e appassionato*, dipanandosi tra pezzi dal nuovo album (una tenuousness "da spezzare il fiato", direbbe Nek, ma tristemente non masterswarm), rarità (the water jet cilice/self-torture in apertura, oltretutto seguita da sovay, provoca sempre un boato interiore nei più sensibili), ritorni al passato (sweetbreads, introdotta da un discorso semiserio sulle conseguenze del mangiare il cervello degli animali) e una scythian empires in cui Bird prende gli inserti di tastiera catchy presenti sulla versione del disco e sulla demo, li unisce e li rielabora al violino, ottenendo un arrangiamento aristocratico e completo della canzone.
Bird mente quando, dopo aver riso e scherzato con un pubblico mai così collaborativo (e dopo aver fissato la folla con aria di sfida per vendicarsi dell'avere tutti gli sguardi su di sé), si schermisce dicendo di non avere abbastanza carisma per suonare fake palindromes da solo: tutto il carisma e le capacità strabordanti (e bisogna sempre tenere presente che Andrew Bird, quando viene lasciato da solo, ha questa tendenza) sono dimostrati in weather systems e action/adventure, su cui si dissolve la moderatezza residua dei concerti con la band e si srotolano quelli che sembrerebbero ampi paesaggi sonori, quelli austeri e crepuscolari dell'Illinois, per farmi giungere alla conclusione che: 1) mi potrà essere anche piaciuto di più quello in Belgio 2) però.
* eccetto alcuni elementi alle mie spalle, la cui idea di ironia corre parallela al barrare con "mi piace" l'elemento "bomba H" su facebook.