venerdì 16 dicembre 2011

sabato, 28 aprile 2007

Half Engels

il motivo per cui si possa voler vedere half nelson ripetute volte in due mesi - oltre al fatto di avere un'amica con il fetish degli storici - è esaurientemente spiegato nel post qui sotto, per cui non (falso) mi dilungherò (falso) su questo aspetto.

sinossi: professore bianco disilluso insegna in scuola di neri.

all'apparenza, se questo riassunto avesse dei pori trasuderebbe da tutti la parola CLICHE' in carattere 72.
la questione comincia ad infittirsi quando si scopre che il protagonista, nel tempo libero e in quello occupato, si fa le basi. ma se anche questa potesse sembrare una naturale conseguenza del contesto sociale in cui il personaggio è inserito, il film è difendibile in quanto sorretto da (e qui incomincia una serie di negazioni che dura tutto il paragrafo):
1) una sceneggiatura non banale 2) dei bellissimi inserti storici non ingombranti narrati dagli alunni stessi 3) il fatto che dan dunne aka il tossico, nel suo idealismo, non tenti di impastare le menti dei suoi alunni con precetti moraleggianti magari controcorrente, ma piuttosto tenti di fare comprendere la storia radicata in persone convinte di non averne una (a questo servono gli inserti) attraverso insegnamenti non-pretenziosi, basti pensare alla dialettica-for-dummies che viene infatti subito contestata dalla preside. la domanda concreta che ci si pone nel film è perché insegnare i diritti civili quando non si conosce come si è giunti ai diritti civili.
la prima volta che ho visto half nelson stavo leggendo teacher man di frank mccourt e, sarà per il borioso autocompiacimento nel trovare connessioni che sopraggiunge nell'età adulta o sarà per una reale somiglianza tra le desolanti scuole di brooklyn ritratte nel libro e nel film, fatto sta che ho trovato i racconti abbastanza affini e convincenti, pur in maniera diversa, considerando che nel primo caso si tratta di una storia vera e nell'altro di una storia verosimile (e a tratti assolutamente inventata, ad esempio: un professore di storia Così, e anche Così Cretino da non chiudere a chiave la porta prima di - SPOILER - pippare crack nei bagni pubblici).
le lezioni di dunne e di mccourt non cambieranno la vita o la situazione sociale delle giovanimenti a cui vengono sottoposte, i due insegnanti ne sono pienamente consapevoli, e se da una parte lo scoraggiamento viene vinto da sprazzi di ottimismo, è paradossalmente il personaggio fittizio a venire colpito da disillusione, crack e primogeniti morti (SPOILER: il gatto), tanto che il finalino con sorriso non ci dice che dan dunne non tornerà a farsi di crack una volta ricresciutagli la barba.
dunne insegna ai suoi studenti che la storia è evoluzione e cambiamento, ma fallisce proprio nell'incapacità di applicare questo principio alla sua vita di individuo. spiega ryan fleck che "half nelson" è una mossa di wrestling qui anche intesa come «something you can escape from, even though it’s very tricky. it’s just like a metaphor for struggle. it works for like addiction or political struggle or anything and that’s sort of it». ciò non implica che ci si debba necessariamente liberare della situazione definitivamente.
ma, tornando a dunne/mccourt, le cause della pochezza in cui versa il presente non sono ricondotte ai ragazzi, mai raffigurati come pericolosi delinquenti sebbene non si abbia la pretesa di essere di fronte a dei futuri hemingway, e in questo senso i volti un po' bovini del ciccione-che-copia-sempre e della secchiona-cioè-la-meno-sega si auto-esplicano abbastanza chiaramente, come lo fanno del resto quelli dei genitori di dan dunne (che mi ostino a scrivere per intero per divertimento), i quali dicono lombrosianamente tutto su un'america bianca misera che motiva la scelta del crack sicuramente più di tutti quei negretti finiti tra le mani degli spacciatori.
in una parola, in half nelson, o "cracka che ti passa!", dio siede alla destra di ryan gosling.