venerdì 16 dicembre 2011

venerdì, 17 ottobre 2008

Finisce per -emmine

per un breve periodo tra i primi e gli ultimi giorni di settembre ho avuto la terrificante impressione che la musica fosse morta per lasciare spazio ad altre passioni dilaganti nel mondo, come ad esempio il badminton o Jon Stewart. ebbene, non è così.
di questo ho le prove. perciò presento:

Il post di cui vi servirete per contestare i miei proclama antifemministi

Sibylle Baier è una attrice/cantante donna tedesca che scriveva musica negli anni '70 e il cui album di debutto ha avuto una gestazione piuttosto lunga uscendo infine nel 2006. in quest'intervallo, Sibylle Baier ha avuto il tempo di fare un figlio e di educarlo perché decantasse le sue virtù cantautorali di fronte ai dinosaur jr. il risultato è, appunto, colour green, che è in linea con il purismo folk anni '70 ma a differenza del 75% di questo appare più onesto e meno datato. 75 è una percentuale poco severa che mi fa concedere una possibilità anche a Linda Perhacs. questo, perché io sono una persona carina.

Jesca Hoop è una cantante donna americana che ha fatto da tata a tom waits (non nel senso che immaginate). tra le molte esperienze (ad esempio: canta con le ditty bops, le due lesbiche spensierate che fanno folk/pop da ascoltare durante una gita in campagna o sotto le coperte immaginando di essere in una gita in campagna o anche solamente in campagna. qui c'è un video delle tre insieme. che carine), dicevo, tra le molte esperienze, seduta a una tavolata di amici può vantare l'essere figlia di mormoni, l'avere ascoltato per davvero Diamanda Galas nella vita, l'avere all'attivo uno dei dischi più belli del 2007 ovvero kismet, che alle prime spiazza irritando (summertime è un bizzarro gioco di voci magari pregevole a posteriori, ma come primo impatto ricorda troppo Imogen Heap. mi spiace ma, finezze tecniche o no, Imogen Heap a me ricorda una versione vestita di stracci di Enya, ed Enya non è mai stata presentata da zach braff come invece accade in questo video). apro parentesi troppo lunghe. comunque kismet si fa subito rivalutare, e questo non è solo dovuto al fatto che Jesca Hoop ha effettivamente un'estensione vocale di dieci ottave*. una produzione stravagante ma non esagerata dota tutte le canzoni di un impasto sonoro pregevole e spiccatamente caratterizzato. in effetti, ad ogni brano pare si sia azionato l'andamento a random del lettore mp3 e sia cominciato un altro disco. una canzone, un album a sé.
anche per questo motivo (oltre per il fatto che in generale è una cosa stupida) non vale la pena di fare paragoni con altri artisti. semmai a colpire sono le influenze più disparate - che vanno dal rap bianco al rap negrissimo (quello africano) al pop spericolato (intelligentactile 101 trasuda sarcasmo ed è anche bellina da sentire), a (faccio nomi) Nancy Sinatra (money), Judy Garland (love and love again), Tom Waits (silverscreen ha persino le risatine inquietanti!), per forza, uno non tiene i bambini a Tom Waits in cambio di SOLDI, cosa che disgraziatamente ho fatto io offrendo prestazioni inglesiste, e per giunta non ai figli di Tom Waits.

Thao Nguyen è una cantante donna piuttosto vietnamita che i bambini all'asilo chiamavano TOWEL. Thao Nguyen non è vietnamita come la intende il corriere della sera, che scrive direttamente "THAO NGUYEN DAL VIETNAM" e poi in piccolo "residente in Virginia" come se fosse una lurida immigrata, anzi!, è talmente integrata da essersi fatta produrre il primo album ufficiale da Tucker Martine, un personaggio piuttosto noto nella zona di Portland. ALTRI NOMI: lo stile e il nonsense intimista ricordano da vicino Syd Barrett, cui si aggiungono Kaki King e le stratificazioni alla chitarra e (prometto che è la prima e l'ultima volta che faccio questo paragone) Björk. oddio l'ho detto, e ci credo davvero! non nei ruggiti, non nell'esperienza, non negli occhi a fessura come direbbe il corriere della sera, eppure la potenza vocale richiama immediatamente Björk. a uno verrebbe da dire: Joanna Newsom. ma dal momento che Joanna Newsom è stata precedentemente paragonata a Björk, tanto vale. a chi fu paragonata Björk ai tempi? a un'islandese nana incapace, ma i tempi cambiano. Thao Nguyen trasporta, con un turbine di vitalità, l'antifolk sulla west coast (infatti non è più residente in Virginia, bensì a San Francisco) e, a proposito, sa cantare e fare beatboxing nello stesso momento. eccone un video esplicativo. il video ufficiale di bag of hammers, invece, è molto carino ma ha una lomo proprio all'inizio e il mio credo mi impedisce di postarlo.

di Nellie McKay (cantante donna di Harlem) volevo raccontare nel 2006, ho accennato nel 2007, e non sono in grado di parlare obiettivamente nel 2008. mentre il mondo indie sbava su Frida Hyvönen, Nellie McKay canta agevolmente Mary Poppins (giuro) e Kurt Weill (giuro) ed è femminista e vegana MA con un senso dell'umorismo, tant'è vero che il verso in apertura del suo ultimo disco, obligatory villagers, fa DAVVERO ridere e non è pretestuoso come potrebbe esserlo un verso che suona più o meno così: "feminists don't have a sense of humor".
ventiseienne, ha esordito con due doppi dischi (uno dei quali si intitola "get away from me" in risposta alla compiacente rinascita jazz tutta dolcina di Norah Jones) in cui LEI FA TUTTO, E BENE (liriche, rap, pianoforte, violoncello, chitarra, organo, flauto, coordinare un'orchestra, gestire in maniera concreta un nascente amore per l'ukulele). obligatory villagers è il più corale e collaborativo e breve dei suoi lavori, e risente dell'influenza del musical (ha davvero recitato come Polly Peachum in quella inquietante Opera da Tre Soldi con Cyndi Lauper e Alan Cumming). oltre a questo, continua a suonare i classici e a scrivere nuovi brani per un - si dice - triplo disco. qui ci sono due splendidi video nei quali compone una nuova canzone che ha molto, nella parte centrale, di rehearsing my choir ("l'album dei Fiery Furnaces con la nonna"). questa invece è soltanto una performance stonata e bellissima
il manager di Nellie McKay è la sua mamma.

ecco un'altra cantante donna brava:



*questa è un'iperbole. a proposito: un bell'articolo sulle estensioni vocali