venerdì 16 dicembre 2011

venerdì, 23 maggio 2008

Virtute e canoscenza

cani della prateria e spoiler. l'aspettativa era grande per chiunque, lo dimostra il bigliettaio a cui brillavano gli occhi mentre dicevo "meglio non contraddire spielberg" e che ha visto il film in sala (vuota) con me, presumo facendo pum pum pum e anche i versi degli animali minacciosi.
aspettativa, ripeto, grande, nonostante il titolo da barbie goth. il regno del teschio di cristallo - un nuovo romanzo, per isabella santacroce! ma via.

ciò che accomuna le generazioni nate tra il '75 circa e il '90 è l'aver sognato di intraprendere la strada dell'archeologia per una buona parte della preadolescenza (e più in là) con il solo scopo di possedere una frusta e dei motti arguti.
i bambini di oggi che crescono guardando hamtaro cosa impareranno mai? vorranno diventare criceti che non invecchiano? ma non disperate, classe '93! al vostro ingresso all'università di siena vi accoglieranno degli anziani archeologi che durante le lezioni cercavano su google "esercito italiano" e "kamasutra".

PREMESSA: l'aspettativa non è stata delusa.
a partire da quelle citazioni saputelle (ma dico, l'arca perduta?? sfido chiunque a non aver fatto HoHoHo! vedendola, tanto ci avrei giurato che una scena così bella come quella dei segreti militari impilati a migliaia non sarebbe stata sprecata in un solo film) passando per quegli inseguimenti mirabolanti: hangar, campus, biblioteca (alle persone che fanno baccano in biblioteca ci si dovrebbe avvicinare dicendo: "il rumore verrà scontato con la motocicletta!!!"), giungla sparando razzi a un veicolo atroce che falcia cose di vario spessore, rapide, indigeni minacciosi.
per quanto mi riguarda, una volta visti questi e unitili a termiti feroci + (pochi, lo si ammette con un po' di pena nel cuore) marchingegni ingegnosi + armi alternative alla rivoltella (coltelli e SPADE - prese sul serio, stavolta! mica come qui), non mi aspetto molto altro. chi non salta mereghetti è.
eppure, oltre alla computer grafica che si discosta da "il fungo nucleare di 24 - giorno 6" di un po' di punti, non manca persino qualche finezza espressiva: il campo lunghissimo della fuga nelle cascate, che mette a tacere l'azione e le urla, o anche la magnifica sequenza iniziale (sì, anche la montagnina paramount, e sì, i cani della prateria sarcastici) che mi ha fatto quasi piangere dalla gioia - non l'ho fatto per via del bigliettaio - perché non evidenzia soltanto lo scarto cronologico, ma anche quello del passaggio da indiana jones a quello che sembra un altro film a indiana jones 2.0 - with aliens!

LE COSE CHE NON MI SONO PIACIUTE:
il teschio di cristallo sembra la pellicola da cucina quando è già stata usata ed è stropicciata, quindi non attacca più
il finale cacoso, e non mi sto riferendo al finale vero e proprio che lascia un certo amaro in bocca ma è in linea con lo sberleffo generale (quando shia labeouf ha preso il cappello ho pensato: "se il cappello rimane a shia labeouf muoio", e per fortuna non è stato così e la mia preoccupazione è sfumata con quell'umorismone americano che rende tutti orgogliosi gli europei nel profondo), mi riferisco agli alieni.
ma c'è da ammettere che non è questo a rendere potenzialmente il film una bruttura: nessun finale soprannaturale di indiana jones è mai stato come si deve: nel primo c'era il reenactment di casper, nel secondo cuori ribelli, nel terzo c'era un crociato che parlava inglese e, sebbene sia sempre stata affascinata dalle tre prove, da oggi la mia arma favorita non è più la "lama del respiro di dio" bensì quel veicolo che falcia tutta la giungla.
il vero problema è che essendo questo un finale PIU' brutto degli altri, svaluta la percezione globale del film. perché altri alieni? vogliamo riaprire la ferita de la guerra dei mondi? perché mescolare i film? persino guy garvey in quella canzone dice più o meno don't mix your films don't mix with him it will kill you one day. steven spielberg non ha paura di morire. per lo meno non erano alieni ebrei.
la cosa che temo è che questa presenza che si fa preponderante solo in una minima parte del film (ma che a quanto pare è costantemente preponderante nella vita di spielberg) ne pregiudichi il ricordo stesso.
ma ho fiducia nel fatto che tra gag famigliari carine e inseguimenti magistrali e vecchi topoi riproposti (la lezione universitaria interrotta! i marchingegni a tempo! i serpenti! junior!) avremo la meglio noi, e desidereremo ancora essere archeologi e magari anche diventare vecchi e così tosti.
un'altra riflessione: cate blanchett è credibile anche quando fa la sensitiva russa con tutti dei fumìni animati che le entrano dentro. ancora una volta è il desiderio tracotante di troppa conoscenza dell'ulisse dantesco a disintegrare il nemico fortemente ideologizzato. fatti non foste a viver come russi.