Baffi
questa notte ho sognato che ero a Cannes. Cannes era una specie di grand hotel tutto collegato tramite moli ravvicinati su cui la gente pranzava o prendeva il sole.
lungo i corridoi del grand hotel si susseguivano installazioni di arte contemporanea, una delle quali consisteva in un lavoro di videoarte, stop-motion e veri pupazzi di cartoncino dotati di movimenti agilissimi. l'opera aveva un titolo che non mi ricordo, e al suo interno vari comici (Stephen Colbert, Jon Stewart, Jay Leno!?) avevano fattezze diaboliche e si muovevano in maniera lasciva, soprattutto Ricky Gervais che alla fine era talmente un demonio che era costretto a prendere fuoco.
l'artista, una tale con i capelli lunghi raccolti all'indietro, riteneva che i comici ridessero delle disgrazie del mondo, e che la sua opera sensibilizzasse gli esseri umani sui pericoli della comicità.
la polizia di Cannes, sempre vigile in campo di denunce sociali, decideva di arrestare Ricky Gervais. ironicamente, il poliziotto che lo ammanettava somigliava a Louis C.K. giovane e io cercavo di convincerlo che sbagliava, non era quello il punto della comicità di Ricky Gervais. li inseguivo a nuoto mentre andavano in motoscafo verso le carceri di Cannes. alla fine il poliziotto, in parte convinto, spezzava in due il MICROCHIP DELL'ARRESTO e me ne dava una parte. con quel microchip avrei potuto pagare la cauzione di Ricky Gervais.
io ero soddisfatta e tornavo a casa a nuoto. su un molo era seduta Winona Ryder in costume da bagno, con le gambe a mollo nell'acqua. io pensavo «ci sono un sacco di celebrità» e poi gridavo «CIAO WINONA RYDER», ma in quel momento il suo aspetto mutava e mi rendevo conto di aver scambiato una persona sconosciuta per Winona Ryder.
stava sorgendo il sole. io risalivo, raccogliendo tutte le cose che avevo lasciato ad asciugare sul molo (calzini rosa, costumi da bagno), e mi accorgevo che accanto a Winona Ryder c'era la mia amica cilena, che però aveva un bel pizzetto biondo e illuminato dal sole. aveva la barba, i baffi, tutto in gran quantità. l'ultima cosa che ho pensato, prima di svegliarmi, è stata: «deve essersi dimenticata di fare la ceretta».
in più sto facendo un sacco di sogni in cui io e il mio direttore risolviamo i misteri.