domenica 15 settembre 2013

Iperstellare

Bene, quindi stanotte ho sognato che dovevo partire per Berlino, chissà perché, e sapevo benissimo di essere in enorme ritardo, ma non avevo ancora fatto la valigia. Il mio bagaglio a mano era uno zaino Seven azzurro con le giraffe.
A un'ora dall'imbarco stavo ultimando tutti i preparativi e l'angoscia mi schiacciava. Mio papà mi accompagnava all'aeroporto, mi aspettava mentre facevo il check-in, poi io mi dicevo Dimostriamo qualcosa, dai, e gli dicevo «Ti voglio bene», e ci salutavamo e poi correvo come un bolide fino a un centro informazioni. Dentro di me volevo che sospendessero tutti i voli durante il mio tragitto tra i check-in e gli imbarchi, alla receptionist dicevo soltanto «La prego mi dica dov'è il Gate 8». Lei mi consigliava di andare in un altro Terminal, io insistevo che dovevo raggiungerlo da lì. Lei mi rispondeva, Allora non lo so. Al che correvo a perdifiato Gesù sa dove, e iniziavo a vedere indicazioni per i Gate "Dal 3 all'11", e imboccavo una serie di cunicoli, e una serie di cunicoli conduceva a una serie di magazzini che sembravano acquistati in blocco dal negozio online della Valve, ma continuavano ad avere indicazioni per i gate "Dal 3 all'11". A un certo punto perdevo le scarpe. Morale: ero in auto in Svizzera con mio papà e mia mamma e le montagne erano grigio piombo mentre il cielo era violaceo. Pensavo «È da qui che hanno preso ispirazione gli esperti della color correction». Ci fermavamo a un castello in miniatura dedicato alla Bella Addormentata. Mia mamma diceva: «È questo il castello della Principessa Nisulina di quand'eri piccola» poi, lo giuro, si metteva a parlare dei giovani che lì facevano parkour.