venerdì 16 dicembre 2011

lunedì, 31 dicembre 2007

Edith Piaf knows better





IL GRANDE POST SUI TITOLISTI FRANCESI

eastern promises, o les promesses de l'ombre - sangue, e con risvolti psicologici! nudità, e con risvolti sanguinolenti! parliamo della lettura altomedievale della mappa esistenziale tracciata sul corpo di viggo mortensen? no

my blueberry nights - un film per riflettere. dopo quindici minuti di sofferenza trascorsi a domandarmi di chi fosse il brano con cui si apriva (non i titoli di testa, il film) una voce nella mia testa ha gridato "CAT POWER!!" giusto prima che si sentisse the greatest, poi a un certo punto della storia è comparsa la vera cat power che interpretava una bizzarra russa incostante che evidentemente in passato doveva avere fatto cose con jude law vista la sua espressione scanzonata sulla faccia.
my blueberry nights - un film in cui jude law batte chiodo meno che in sleuth

my blueberry nights - un film su norah jones
norah jones è divenuta il mio nemico più temuto nel corso di un tragitto in autobus di quattro ore durante il quale una figura sinistra autodefinentesi studentessa di canto jazz ha senza posa definito come away with me una rivelazione sensoriale che nello spettro delle esclamazioni andrebbe a inserirsi tra "più popolari di gesù" e la parola "fantasmorgasmic".
nellie mckay, realizzatrice di uno dei più bei dischi del 2007, ha esordito nel 2004 con un doppio album intitolato get away from me in una risposta aggressiva e sociopatica alla millantata rinascita fiacca del "canto jazz".
in questo film norah jones interpreta la comune sensazione che si ha alla vista di norah jones, cioè quella di una sciapina senza colpa né merito tanto dotata di determinazione da non essere capace di stare via nemmeno per un anno.
my blueberry nights - un film di wong kar-wai???
conversazione-tipo: "qual è in the mood for love?" "quello coi cinesi carini" "ah SI'".
ma la metafora della torta?? i tramonti indecenti che sembrano il finale del giorno 4 di 24 o la messa in movimento delle cartoline che si cestinano subito prima di quelle nere con scritto "night-time in sardinia"? il ralenti estetizzante che non ha nulla a che spartire con il bel ralenti rispecchiante i movimenti interiori del soggetto in gus van sant, che ammicca quasi al robert wilson regista teatrale dei silenzi snervanti e dei movimenti lentissimi? il titolo italiano "un bacio romantico"?
promuovibile per certi aspetti che ora non mi vengono in mente, diciamo comunque No! a my blueberry nights, e Sì! alle multisale francesi che invece del cartonato di nicolas vaporidis hanno in sottofondo alela diane.

due mattine fa ho sognato che a una premiazione volevo abbracciare park chan-wook ma era già andato via; seduto una fila davanti a me c'era cillian murphy che mi diceva "cosa fai dopo la premiazione", io non sentivo e gli chiedevo di ripetere due volte e alla terza gli gridavo "STILL CAN'T HEAR", che volevo abbracciare park chan-wook e che gli auguravo buona fortuna. lui mi diceva "lo conosco".
je suis un cyborg è il titolo irresistibilmente nouvelle vague dato al film di park chan-wook che se non fosse del 2006 sarebbe uno dei miei film preferiti del 2007, e non perché è "folle, visionario e romantico" ma perché è tutto questo senza la necessità di metterlo nel suo profilo di splinder.
ancora più spiazzante se visto in coreano con i sottotitoli francesi, park risulta incalzante, un pochino splatter, e i Migliori Titoli di Testa di Sempre anche quando si confronta con la naïveté. quanto alle musiche, questo è certamente l'anno dei valzer, ma vorrei mollemente adagiarmi sul grembo di jo yeong-wook e citargli i gazosa di "stai con me (forever)" perché uno colto nella coppia basta e avanza.



ben affleck scrive per gus van sant, ne ricava oscar, e ora realizza anche lungometraggi! gone baby gone è un film modesto su una storia putrida con dei personaggi cattivi-cattivi, dei personaggi buoni-buoni, dei personaggi buoni-cattivi e un'etica che sembra efficacissima ma alla fine si rivela traballante (per fortuna). ben affleck è bravissimo soprattutto a riprendere le grassone bostoniane e suo fratello il piccolo affleck, che è bravo e bello ma ha un accento malefico. dopo my blueberry nights è confortante vedere delle pistole, dei morti sparati e un'etica, che alla fine traballa ma almeno non appartiene a norah jones.

e i morti sparati ci sono anche in cassandra's dream (sogni e delitti???), il culmine (finora) del percorso tragico introdotto da woody allen con l'ammiccante e non londinese melinda & melinda. eteocle e polinice? caino e abele? delitto e castigo? sangue per il sangue? sangue per il denaro? pulsioni primitive che si sprigionano da uomini apparentemente incravattati e con il laptop? niente di sopito dalla civiltà? un'immagine diversa di londra che traspare da allen-cronenberg-loach? il nome più disgraziato che si possa dare a una barca: il sogno di cassandra? cretino. vallo a spiegare poi all'assicurazione. idiota. le musiche di philip glass, che la smetta di prestarsi a far le musiche a neil burger?
la tensione che si accumula insieme agli interrogativi fa apparire come un ricordo sbiadito il faccione inespressivo di rhys meyers che leggeva dostoevskij e ascoltava donizetti. hayley atwell non è nessuna rivelazione. invece, mai visti uno scozzese e un irlandese più credibilmente cockney. cattivo, woody, carogna, bravo così. speriamo che la tua barca non la chiami "il laccio di giocasta".

nel prossimo episodio: TUTTOIONESCO, e IL VERO POST SUI TITOLISTI FRANCESI.