Anselmo D'Aosta scrive:
sono qui
Anselmo D'Aosta scrive:
(disse dio, mostrando il sedere, mentre gesù era sulla croce)
*
tutto di nascosto, ieri sera, ha nevicato.
io mi svegliavo con il cervello che faceva le prove di velocità contro al ghepardo del gioco educativo "i felini", regalato insieme a la repubblica del 1995 per pochi talleri in più (quindi, in verità non regalato). si era nel frattempo subìto un genocidio di neuroni a causa dei numerosi pini immessi per salvaguardare dal feroce mr v. di colore sanguigno.
e, magari con l'incentivo neutralizzante di sorrisi superiori (oggettivamente), l'accompagnamento onirico era stato più piacevole delle usuali ed impressionanti "radici".
in poche parole era il giorno del mio compleanno ma c'era molto sole, e noi si faceva festa attraverso francia ed inghilterra nel tentativo di recuperare un pacco dono sequestrato dalle poste che, maligne, si erano allarmate a causa dell'anormalità del dono stesso: cacciavite arancione di metri due.
vicino a parigi c'era un'antenna della televisione enorme e non si potevano calpestare le aiuole (che ci fan tanto feroci cit.) nemmeno a non farlo apposta; in inghilterra c'erano molte alluvioni e tutto era diverso da come lo ricordavo. in particolare non si avevano più traduzioni in uno stentato inglese parlato da indiani. al che io ora dico, tra virgolette, "ladri! ladri! che cosa mi avete fatto!"
pare poi che il giorno di nostro signore comporti un nugolo di dispiaceri per chi nasce e per chi assiste chi se ne è andato. è funesto a chi nasce il dì "Natale" e non credevo si potesse morire di natale; fatto sta che a dicembre muoiono sempre più persone, magari secondo ragionamenti metafisicamente merdosi poiché:
si gelano i cuòr.
ma presumibilmente anche no.