ho sognato che morte di un commesso viaggiatore era di kafka e non di miller e se ne faceva una rappresentazione in cui io interpretavo la parte di scarlett johannsson (sic). a parte il mio disappunto nell'interpretare un pesce lesso tettone, non era una situazione delle più concilianti anche dal momento che tutti erano vestiti da polyphonic spree dei poveri. tuttavia lo spettacolo era seriamente commovente e pieno di intrighi. in particolare io facevo la parte di scarlett johannson che piangeva ed urlava. il teatro era metà un labirinto metà una trincea, gli attori si perdevano continuamente, e percorrendo un corridoio molto lungo si giungeva a un cinematografo tutto bianco, con dei manichini sospesi che leccavano i piedi a kubrick, in cui giovani intellettuali si preparavano ore prima per gli spettacoli della serata, e una giovane intellettuale spocchiosa con l'orecchino tra le due narici mi diceva «guarda che non è ancora cominciato», al che io per sembrare interessata le domandavo cosa avrebbero passato quella sera, e lei rispondeva: «ma le interviste a R2D2 e C3PO!».
il festival della spocchiosità non era terminato, ed infatti mi ritrovavo al termine del mio spettacolo o forse era la metà a discutere di kafka con vecchie conoscenze svariate tra le più rancide. una in particolare mi offriva un'oliva e io dicevo, nell'ordine, «dio cane» e «che schifo!», e quella sosteneva che kafka non aveva metodo al che io andavo su tutte le furie, proponevo alcune tesi impeccabili (e lo erano realmente), e zompavo via con i piedi dentro a un sacco di iuta per gridare ancora nell'ultimo atto.