sabato 17 dicembre 2011

venerdì, 16 ottobre 2009

L'amore di mamma ha le stelle negli occhi i capelli biondi e si veste drag

forse a Patrick Wolf non piacciono le donne, ma alle donne piace Patrick Wolf (credo).
a me no, ma quando mi si è avvicinato per fare quella lap dance assurda e aveva il faccino mongoloide di Haley Joel Osment mi ha fatto tenerezza e ho detto "aww".
Patrick Wolf è stato preceduto sul palco da (evviva) Emidio Clementi e (no) da una tale dalle indiscusse capacità vocali che imita Regina Spektor suonando la sedia e che mi ha fatto incazzare.

lo pensavo nel 2005, poi ho smesso di pensarlo, ora lo penso nuovamente, Patrick Wolf è dio sceso in terra per redimerci dal nostro modo poco sgargiante di vestire e dalla musica brutta. dal vivo, Patrick Wolf è una CREATURA. una parentesi: questa notte, all'interno del mio sogno ricorrente nel quale a Siena c'è Chinatown con un bellissimo museo delle arti orientali, ho sognato un film in cui una inaffidabile giovane hippie trasformava tutti i suoi figli in alieni e la sua follia si estendeva a tal punto da trasformare in alieno addirittura il cucciolo di cane, così da farlo diventare un alieno brutto. io andavo a voltare il cucciolo di cane e questo era diventato un alieno brutto (innocuo, ma non mi piaceva).
questo non c'entra molto, ma FORSE Patrick Wolf è un cucciolo di cane alieno (che mi piace). dal vivo, Patrick Wolf rimesta gli animi, dà pugni forti nello stomaco, è un personaggio che fa musica seria e globalmente perfetta travestito da uno che suona l'ukulele e fa per ridere. certo, poi dice spacciosità come "sono sicuro che in un'altra vita ero un africano, più precisamente un egiziano" e cambia tre costumi, tra i quali:
1) 1785 ca. con tanto di stivali Wellington e incipriatura facciale
2) pigiama iridescente sicuramente indossabile da schiavo su Tatooine
3) WTF con approssimativo boa di struzzo.

eppure LUI può permettersi tutto questo sbaragliando il pregiudizio con una professionalità e un talento stupefacenti insieme a una chitarra V tamarra. Wolf ha quella voce, ha la disinvoltura da animale da palco e la capacità disinvolta di fare spola tra uno strumento e l'altro, unite all'abilità nel costruire le proprie canzoni (ancora di più nel nuovo album! vedi: damaris, the bachelor, hard times. un discorso a parte va fatto su the magic position) sulla base di temi di violino semplici e immediatamente riconoscibili ma sempre con grande profondità e un bastone allungato dal palco che preme il meccanismo di autodistruzione dell'apparato emozionale di tutto il pubblico.
quando poi si tratta di discorsi sentiti sulla comunità LGBT e sul brutto momento dell'Italia Wolf sa parlare con cognizione di causa e senza qualunquismi, incitando ognuno ad essere orgoglioso di se stesso. alla fine dell'intervento non si capisce se ci sia una lacrima sul suo zigomo o sia tutto quel trucco da menomato. ad ogni modo: niente di falso.
con una violinista che vince facilmente il premio violinista di Patrick Wolf che spacca tutto, l'amico polistrumentista che da piccolo anziché coltivare una vita sociale si costruiva in casa i theremin trova una sintonia destabilizzante su damaris (due violini, più numerosi stupori), ma è bene menzionare altri momenti di sofferenza benefica (GIURO CHE NON SI ESAGERA), come una tristan quasi hard rock con il pubblico che, per quanto si tratti di un evento gratuito al festival della creatività, sa tutte le parole e grida "and I'm alive!" quando Wolf lo richiede; e ancora, paris al pianoforte, che fa piangere tutti i fan di vecchia data ed è davvero una sferzata di gioia (o: ricerca di) estrema come tutto è estremo nella produzione di Lupo; poi this weather, che stupisce nel ricordare l'unico commento di youtube coerente di SEMPRE, ovvero: "sounds like when you stand up too quickly and you get head rush and everything goes all white and unfocused" (non era relativo a this weather, ma non importa); poi the magic position, cominciata come like a virgin (giuro) e annunciata come una canzone nata in Italia (non si sa), su cui la violinista con il premio violinista di Patrick Wolf che spacca tutto dà il meglio di sé, ma è forse proprio il brano, con i suoi maggiori e la sua avidità di speranza talmente scomposta che sembra paraplegica, che porta la commozione; e si piange. Patrick Wolf vince tutto.

n.b.: questo solo per puntualizzare, a Patrick Wolf piacciono anche le donne, mentre l'espressione "una tristan quasi hard rock" è repellente in qualsiasi maniera la si rigiri.

n.b.: questi link aiutano a ripercorrere l'evento ma, soprattutto, a scoprire che le parole italiane che il giovane farabutto ha incollato in coda a the magic position sono di RANIERI "FOTTUTO" DE' CALZABIGI, nella fattispecie dall'orfeo ed euridice. Patrick Wolf.