il 19 luglio hanno suonato molto presto i gretadieu che evidentemente si ispirano ai Grandi Nomi del songwriting internazionale, e che sono felicemente pop anche se dopo poco tempo voce e testi annoiano.
sullo stesso palco sono saliti, in seguito, i tre allegri ragazzi morti (ma chi se ne importa), i già menzionati tunng e gli ...a toys orchestra. gli ...a toys orchestra esistono dal 1998 e la formazione attuale è sopravvissuta a variazioni di lineup, cambi di etichetta discografica, e una collaborazione con dustin o’halloran dei devics che ha dato vita al nuovo disco, technicolor dreams, che non è soltanto un disco bello ma è anche un disco straordinario da riproporre live.
il frontman dal nome tenero che somiglia a de niro rimbalza tra pianola e chitarre e mossette da clash proponendo melodie che fanno gli occhi dolci ai beatles, ma senza la fossilizzazione dei gruppi italiani che “oh, ricordano i beatles”. gli …a toys orchestra sono uno dei primi complessi italiani a fare indie rock in una maniera così originale che non si viene colpiti da un rigurgito di vergogna quando si dice “indie rock”. gli …a toys orchestra FANNO UN INDIE ORGOGLIOSO DI ESSERLO. alla fine di ogni pezzo io dico “tosti” in un’escalation che culmina negli ultimi brani, quando anche sul palco si perde il controllo ed enzo moretto (il frontman dal nome tenero) e il batterista danno il meglio di sé in pantaloni lunghi al caldo delle 17,45 che erano le 17,45 dei !!! il giorno prima.
technicolor dreams è bellissimo.
alle 19,25 sul palco principale (che è il main stage per i più disattenti) salgono gli SHITDISCO, che fanno nu rave. dal vivo probabilmente più validi dei klaxons, su disco sono invece scadentissimi. alla terza canzone rimpiango i gretadieu. comunque hanno un video bellino.
dopo gli SHITDISCO (tutto maiuscolo) è la volta dei CSS (tutto maiuscolo) che io almeno mi aspettavo matti e pieni di energia e invece no. la cantante non soffre il caldo e si spoglia due tute aderenti color fucsia e giallo con strisce nere, dice la parola “myspace” due volte in una performance di 40 minuti, il pubblico dice "oh" non appena sente partire il singolone, eppure non c'è una gran ressa.
mika al naturale sembra cillian murphy che fa il travestito in breakfast on pluto. mika fa il piacione e parla in italiano e salta da un lato all'altro del palco come zigo zago per tutta l'ora che ha a disposizione. non tutto questo è necessariamente positivo, ma il suo concerto è uno dei più divertenti, piace a grandi e piccini, piero pelù osserva compiaciuto. la band di mika è eterogenea e il bassista è sicuramente il nonno del chitarrista di k'naan. su grace kelly c'è una specie di boato che ha in sé anche il boato mancato al Singolone dei CSS; su lollipop in chiusura c'è un boato mio perché è una canzone bella. comunque chapeau a mika per energia e danzette e voce e il tenere testa agli scissor sisters (senza le volgarità) come finocchione impunito. qui e qui e qui viene resa un po' l'idea, comunque in video non fa così ridere, fa soprattutto venire il mal di mare. ci sono due scuole di pensiero tra gli estimatori di mika e cioè quelli che odiano grace kelly e quelli che odiano relax (take it easy). io odio relax (etc.) motivo per cui ho preferito 180 secondi di scarsissima qualità di grace kelly in video piuttosto che mezzo minuto di quell'altra. cercatevela su youtube.
tra le note frivole, probabilmente abbiamo incontrato mika camminando per firenze. l'affermazione che è seguita entra nella Top Five dei Momenti Casuali con Celebrità, appena dopo "ma quello è mick jones?" "ma quello è roy paci?" "ma quello è brett anderson?"
il gruppone della serata viene annunciato come best live act al che i fan più accorti che li hanno visti anche a parigi (per caso) rispondono "questa fava".
sono i KAISER CHIEFS (maiuscolo per uniformazione). premessa: posto così sembra che io detesti i kaiser chiefs. IO NON DETESTO I KAISER CHIEFS, ma la polvere che mi hanno fatto tossire per due giorni sì. le persone iniziano a saltare non appena inizia every day i love you less and less, cioè all'inizio. ci si diverte come ci si divertirebbe al pub, ma everything is average nowadays è bellissima come lo sono gli assoli di batteria e la presentazione di peanut, il tastierista fan di 24. è una sorpresa, nella scaletta, retirement. non mancano le discese di ciccio wilson nella folla, una rapida corsa allo stand della birra per procurare una tuborg al bassista, e un arrampicamento sulle impalcature con l'espressione da koala terrorizzato™ che però fa gridare al plagio perché damon albarn lo faceva (meglio) già nel 1992. all'encore tutti cercano aria e riposo dei condotti uditivi.
per non essere monotoni con tutti questi video live linkati da youtube, quando si pensava che lovefoxxx che dice "myspace" fosse abbastanza, qui c'è il video di ruby versione world of warcraft