venerdì 16 dicembre 2011

venerdì, 18 gennaio 2008

Il 92 di piede

c'è molto amore nel gaber di neri marcorè. amore così, amore fisico, la fine dell'amore, e sì!, metaforizziamo, amore per quella partecipazione che viene richiesta, cercata, implorata a gran voce via via.
un certo signor g non è né un'interpretazione né una presuntuosa emulazione del teatro-canzone di giorgio gaber - è un percorso che comprende brani famosi e brani recenti, anche brani famosi e recenti, monologhi intatti ma attualizzati, non nell'ottica pedantesca di una filologia che cristallizza il prodotto e quindi: gaber è così, ma in una più scanzonata concezione che io interpreto come "gaber è morto, ma questo non significa che non debba più vivere".
piace così: selettivo nella scelta di canzoni e partecipanti (due pianiste-polistrumentiste BRAVE), asciutto in una bella scenografia fatta di seggiole e fogli di giornale (soprattutto fogli di giornale) che da "notizie" diventano veri e propri strumenti musicali, per finire con un topo gigante a cui ognuno può dare la sua interpretazione, a me ad esempio è piaciuta molto la mia di "remy topo chef".
neri marcorè non imita gaber, è gaber - simbolicamente almeno. un certo signor g, non quello lì capito? lo dice il titolo. un certo signor g che da un palco mentre si inerpica su tavoli e sedie, con un calibratissimo equilibrio dovuto all'alternanza di pezzi su società-individuo-società, dice le cose sui "non so". amore.